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Informazioni ambientali

Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​STATO DELL'AMBIENTE
(Le informazioni riportate sono state fornite dalle Forze Armate e dal Segretariato Generale della Difesa e sono aggiornate al 23/06/2026)
 

Il 18 giugno 2015 è stato siglato un Protocollo d'Intesa tra l'Amministrazione Difesa e il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (ora Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - MASE) per il monitoraggio ambientale dei poligoni di tiro militari.

L'Arma dei Carabinieri non gestisce alcun poligono ma si avvale delle strutture delle altre Forze Armate sul territorio nazionale.

In generale, in caso di eventi potenzialmente contaminanti per le matrici "suolo" e "acqua", la Difesa applica le procedure previste dal d.lgs.152/2006 recante "Norme in materia ambientale" e/o normative specifiche del settore militare (D.M. 22 ottobre 2009). Queste attività sono condotte in collaborazione con le Autorità ambientali competenti in materia.

 

Esercito Italiano

Nel 2018 l’Esercito ha redatto un “Documento Programmatico”, aggiornato nel 2024, al fine di ottemperare alle modifiche apportate al D.Lgs. 152/2006 dalla Legge 205/2017 relativamente all’introduzione del comma 4-bis all’art. 241-bis. Tale documento rappresenta il modello concettuale per la predisposizione da parte dei Comandanti dei poligoni militari di un piano di monitoraggio permanente (avviato nel 2020) sulle matrici ambientali terreno e acque interne.

Nel 2024 è stato avviato, inoltre, il programma di monitoraggio permanente della matrice aria da effettuarsi nei poligoni di F.A. potenzialmente soggetti ad inquinamento dell’aria a causa del particolare tipo di munizionamento ivi impiegato.

I risultati delle attività analitiche sinora condotte nei principali poligoni di F.A. non hanno evidenziato particolari alterazioni per le matrici ambientali ad eccezione della matrice suolo superficiale, per la quale sono stati riscontrati alcuni superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) per i metalli pesanti (principalmente rame, piombo e antimonio), limitatamente alle Zone di Arrivo Colpi (ZAC), la cui estensione è molto ridotta ed è inferiore allo 0,1% dell’intera area dei poligoni.
Le criticità ambientali riscontrate nelle altre infrastrutture di F.A., sono riconducibili principalmente a sversamenti di idrocarburi da un esiguo numero di cisterne da riscaldamento interrate, risultate non a tenuta, limitatamente alle porzioni di terreno ad esse limitrofe. Al riguardo, la F.A. ha posto in essere tutte le necessarie procedure tecnico-amministrative per l’espletamento dei connessi procedimenti ambientali avviati ai sensi del combinato legislativo D.Lgs. 152/2006 e D.M. 22 ottobre 2009.

 

Marina Militare

Il monitoraggio ambientale viene effettuato dai Comandi interessati da poligoni ed i risultati delle attività analitiche sinora condotte nei principali poligoni della Marina Militare non hanno evidenziato particolari alterazioni per le matrici ambientali ad eccezione della matrice suolo superficiale, per la quale sono stati riscontrati alcuni superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) per i metalli pesanti (principalmente rame, piombo e antimonio), limitatamente alle Zone di Arrivo Colpi (ZAC).
Le criticità ambientali riscontrate in altre infrastrutture di Forza Armata sono riconducibili principalmente a sversamenti di idrocarburi da un esiguo numero di serbatoi interrati, limitatamente alle porzioni di terreno ad esse limitrofe. Al riguardo, la Marina Militare ha posto in essere tutte le necessarie procedure tecnico - amministrative per l’espletamento dei connessi procedimenti ambientali avviati ai sensi del combinato legislativo D.Lgs. 152/2006 e D.M. 22 ottobre 2009.
In particolare, la Marina Militare può contribuire nella fase di monitoraggio ambientale con:
• l’impiego di unità navali per il monitoraggio dei descrittori, in sinergia con le attività istituzionali;
• l’impiego dei dati acquisiti nel corso dello svolgimento delle Campagne Idro-oceanografiche e dei dati provenienti dalle collaborazioni con Enti di ricerca;
• la fornitura dei dati idro-oceanografici in possesso dell’I.I.M.;
• il monitoraggio di “Habitat biogenici - Coralli bianchi profondi”;
• l’impiego delle Unità Idrografiche e dei Cacciamine per il controllo di specifici parametri con impiego di ecoscandagli multibeam, side scan sonar, benne, e veicoli subacquei guidati e remoti (ROV/AUV);
• lo svolgimento di apposite spedizioni idrografiche per indagini specifiche;
• l’acquisizione dei dati acustici relativi al naviglio mercantile.

 

Aeronautica Militare

L'Aeronautica Militare, ai fini dello svolgimento delle attività esercitative presso i Poligoni della Regione Sardegna, ha implementato il sistema Environmental Data Management System (EDMS), che permette di monitorare lo stato dell'ambiente nelle aree esercitative e rendere disponibili i relativi dati alle amministrazioni competenti.

 

Arma dei Carabinieri

Si rimanda al sito web dell'Arma dei Carabinieri 

 

Segretariato Generale della Difesa

Il poligono di Nettuno insiste su un'area complessiva vincolata al demanio militare di circa 1.700 ettari, delimitata dalle strade provinciali SP106B Nettuno–Acciarella, SP38 Strada Foglino, SP39 Strada Valmontorio–Foce Verde e dalla costa del Mar Tirreno. In via indicativa, circa il 40% della superficie dell'UTTAT è rappresentata da spiagge sabbiose, dune litoranee, macchia bassa e pinete; il 30% è occupato da radure e incolti, il 25% da boschi misti di caducifoglie. Solo l'1% è occupato da infrastrutture militari destinate allo svolgimento delle attività di istituto (fabbricati, batterie di tiro, impianti tecnologici, strade di collegamento viario, ecc.). Presso il comprensorio di Nettuno, il Ministero della Difesa, la Regione Lazio e il Comune di Nettuno collaborano da anni per la salvaguardia ambientale e archeologica del bacino di Torre Astura, esempio significativo della ricchezza naturalistica del territorio. Nel territorio vi è una fauna di particolare rilievo. Sono tuttora presenti ricci, volpi, scoiattoli, tassi, tartarughe. Ancora troviamo le martore, le puzzole e le lontre, oltre che una folta presenza di cinghiali e di uccelli, oltre 200 varietà di migratori, fra cicogne, gru, pettirossi, nibbi reali, bianconi e rapaci.

Infine, il demanio militare si estende come una sorta di museo storico-archeologico, in gran parte ancora inesplorato, che riporta come il territorio sia stato scelto in passato come habitat di popolazioni italiche almeno fin dal III millennio A.C., come raccontano importanti ritrovamenti di reperti e frammenti d'impasto protostorici.

Importanti sono inoltre le vestigia d'epoca romana, che si delineano in mosaici, rovine di ville, saline, peschiere e strade.   

La magnificenza del litorale e dei suoi fondali non è sfuggita al legislatore comunitario, che l'ha "eletta" a paradigma di riferimento per il progetto Life Co.Me.Bi.S., sigla che sta a significare la conservazione e restituzione al patrimonio comune della ricchezza ambientale, storica e artistica. 

Nell'area del poligono di Nettuno sono inoltre presenti tre zone SIC (Sito di Importanza Comunitaria​) IT6030047, IT 6030048, IT 6030049.  Per i SIC IT6030047 (Bosco di Foglino) e IT6030049 (Zone umide ad ovest del fiume Astura) si applicano le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione previste dalle normative comunitarie e nazionali previste per le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. 

Tale impatto può considerarsi limitato alla matrice suolo superficiale nelle ridotte aree in cui vengono esercitate le attività.​

Il poligono di Santa Severa per armi portatili e attività di brillamento è del tipo permanente aperto ed è situato nel comune di Santa Marinella, in località Santa Severa, a circa 60 Km a Nord di Roma. L’estensione del territorio è di circa 162 ettari con un lato prospiciente il mare per circa un chilometro. La morfologia del terreno, tutto pianeggiante, è caratterizzata da una ridotta presenza di vegetazione arborea. La zona è servita da una rete viaria, parte a fondo artificiale e parte a fondo naturale, che consente l’accesso e deflusso di personale e mezzi con ingresso da Via Aurelia Km 51. Nel poligono sono presenti immobili o attrezzature per le sole attività balistiche d’Istituto. Per quanto riguarda il funzionamento del poligono si rimanda agli specifici regolamenti tecnici.

Le attività balistiche occupano una porzione molto ridotta (circa 1%) delle aree a disposizione ed hanno un impatto trascurabile sullo stato dell'ambiente, come confermato dagli esiti delle verifiche di campo attuate ai sensi del Piano di Monitoraggio permanente. Tale impatto può considerarsi limitato alla matrice suolo superficiale nelle ridotte aree in cui vengono esercitate le attività.

 

 

FATTORI INQUINANTI

(Le informazioni riportate sono state fornite dalle Forze Armate e dal Segretariato Generale della Difesa e sono aggiornate al 23/06/2026)

 

Esercito Italiano

I principali contaminanti rilevati nei sedimi dell'Esercito risultano essere essenzialmente alcuni metalli pesanti in corrispondenza delle ZAC dei poligoni, oltre a sporadici eventi di perdita di carbolubrificanti immagazzinati all’interno di cisterne interrate.
Sia nei poligoni che nelle altre infrastrutture di Forza Armata ove sono stati riscontrati superamenti delle citate CSC, sono state attuate le necessarie misure di sicurezza per il personale, per la popolazione e per l’ambiente in attesa dell’espletamento dei connessi procedimenti ambientali avviati ai sensi del combinato legislativo D.Lgs. 152/2006 e D.M. 22/10/2009. In tale quadro, sono state inoltre avviate le attività tecnico-amministrative tese a condurre gli occorrenti interventi di Messa In Sicurezza di Emergenza (MISE) e di caratterizzazione ambientale delle aree in argomento.

 

Marina Militare

I principali inquinanti presenti nei sedimi della Marina sono essenzialmente:
- metalli pesanti in corrispondenza delle ZAC dei poligoni;
- idrocarburi riscontrati in prossimità di alcuni serbatoi nelle infrastrutture di Forza Armata.
Sia nei poligoni che nelle altre infrastrutture di Forza Armata, dove sono stati riscontrati superamenti delle CSC, sono state attuate le necessarie misure di prevenzione e sicurezza per il personale, per la popolazione e per l’ambiente, in attesa dell’espletamento dei connessi procedimenti ambientali avviati ai sensi del combinato legislativo D.Lgs. 152/2006 e D.M. 22/10/2009.
Sono stati inoltre condotti approfondimenti ambientali al fine di individuare l’estensione areale e in profondità delle aree potenzialmente contaminate da sottoporre ad interventi di Messa In Sicurezza di Emergenza (MISE), Messa In Sicurezza Operativa, caratterizzazione ambientale, analisi del rischio sito-specifica ed eventuale bonifica.

 

Aeronautica Militare

I principali fattori ambientali riguardano: i consumi energetici; il rumore aeroportuale e nelle operazioni aeree; la produzione di rifiuti speciali; il consumo di risorse idriche e il relativo scarico per usi domestici e industriali; le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti.

 

Arma dei Carabinieri

Si rimanda al sito web dell'Arma dei Carabinieri

 

Segretariato Generale della Difesa

Annualmente viene condotto uno studio delle Schede di Sicurezza Ambientale dei manufatti impiegati nell'arco della stagione delle attività balistiche condotte nei poligoni di Nettuno e Santa Severa (da settembre a giugno) da cui si evince la preponderanza di alcuni ossidi metallici, tipicamente Piombo e Zinco che, seppure in quantità molto ridotte, si disperdono sul terreno.

 

 

MISURE INCIDENTI SULL'AMBIENTE E RELATIVE ANALISI DI IMPATTO

(Le informazioni riportate sono state fornite dalle Forze Armate e dal Segretariato Generale della Difesa e sono aggiornate al 23/06/2026)

 

Esercito Italiano

In armonia con la normativa vigente (D.Lgs. 66/2010, art. 357, co. 2), l'Esercito ha siglato alcuni protocolli d'intesa con le autorità locali per la gestione dei poligoni ricadenti in aree protette che, attraverso il confronto tra le parti, hanno l’obiettivo di contemperare la massima sostenibilità ambientale delle attività esercitative militari con le esigenze della Difesa.
Inoltre, nell'ambito della più ampia collaborazione istituzionale, si sottolinea che in virtù dell’Accordo Quadro a carattere interforze, sottoscritto nel mese di dicembre 2021 fra lo Stato Maggiore della Difesa e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nel 2024 è stata sottoscritta la “Convenzione attuativa di collaborazione tecnico-scientifica per la rimozione di residuati del munizionamento dei fondali marini prospicienti le aree esercitative di Capo Teulada (SU) e Torre Veneri (LE)". La Convenzione, di durata triennale, ha lo scopo di definire procedure di intervento per la rimozione di residuati originati dalle attività addestrative a fuoco sui fondali marini dell’infralitorale dei suddetti poligoni che insistono in aree di particolare pregio naturalistico.

 

Marina Militare

In armonia con la normativa vigente (D.Lgs. 66/2010, art. 357, co. 2), la Marina ha ottenuto i pertinenti provvedimenti di VIncA per la gestione delle attività militari in aree ambientalmente tutelate al fine di contemperare la massima sostenibilità ambientale delle attività esercitative militari con le esigenze della Difesa.
Inoltre, nell'ambito della più ampia collaborazione istituzionale, la Marina partecipa al Comitato di Coordinamento permanente istituito dall’Accordo Quadro a carattere interforze sottoscritto fra lo Stato Maggiore della Difesa e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
I principali fattori ambientali riguardano: i consumi energetici; la produzione di rifiuti speciali; il consumo di risorse idriche e il relativo scarico per usi domestici e industriali; le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti.
Inoltre, presso i poligoni sono implementati i monitoraggi ambientali previsti dai relativi disciplinari.
In generale gli Enti, nel pieno rispetto della policy di Forza Armata e della Amministrazione Difesa, sono incoraggiati a intraprendere iniziative virtuose in tema di tutela ambientale.
Nel caso in cui venga rilevato un superamento delle “Concentrazione Soglia di Contaminazione” di cui alla tabella 1, colonna B, dell'Allegato 5 al titolo V della parte quarta del TUA (D.Lgs. 152/2006) si procede all'attivazione della procedura tecnico-amministrativa nei termini e con le modalità previste dalla norma.
Flotta Verde per la Marina significa utilizzare combustibili innovativi e alternativi al petrolio, ma anche mettere a punto procedure, sistemi e predisposizioni che, insieme, permettono di ottimizzare gli impieghi dell’energia e di ridurre i consumi, diffondendo la cultura della sensibilità alla conservazione delle risorse.
Le priorità d’azione del programma Flotta Verde sono declinate in diversi obiettivi e nelle relative soluzioni di bordo tra cui le seguenti misure di energy saving:
- diffusione della cultura del risparmio energetico e sensibilizzazione del personale alla riduzione dei consumi energetici nelle attività quotidiane;
- uso di rivestimenti per la carena a ridotta adesione di vegetazione e senza rilascio di biocidi per la riduzione dei consumi delle navi, dei costi manutentivi e dell’inquinamento marino;
- adozione di sistemi automatizzati (c.d. “Cruscotto energetico” o Energy Management System) per la gestione dell’Energia finalizzati all’impiego dei gruppi generatori nel loro campo di funzionamento ottimale;
- impiego della propulsione ibrida che integra, nel tradizionale layout meccanico, l’uso di motori elettrici per le medie e basse velocità al fine di impiegare i motori primi nel loro campo ottimale di funzionamento e ridurne i consumi.
Il progetto Flotta Verde prevede l’adozione delle seguenti tecnologie di eco-design, in parte già applicate sulle unità navali in linea operativa, anche nei programmi di rinnovamento e di ammodernamento della Squadra Navale:
- Alimentazione elettrica da terra (c.d. shore connection o cold ironing) per le navi militari durante le soste nelle Basi Navali. Tale predisposizione, che permette di ridurre al minimo l’uso dei diesel generatori di bordo (e le relative manutenzioni), porta il vantaggio di ridurre le emissioni di gas inquinanti e l’inquinamento acustico nell’area portuale che è generalmente molto urbanizzata;
- Impiego dell’illuminazione allo stato solido (LED) per la riduzione dei consumi di energia elettrica;
- Impiego di sistemi SCR (Selective Catalytic Reduction) per il post trattamento dei gas di scarico e la riduzione degli ossidi di azoto (NOx), dannosi per l’ambiente e responsabili delle cosiddette “piogge acide”;
- Adozione di moderni sistemi per l’autoproduzione di acqua per il consumo umano dal mare, in ossequio a tutte le normative vigenti, al fine di ridurre il consumo di acqua confezionata, e la conseguente produzione di rifiuti solidi (imballaggi, bottiglie);
- Impiego di stoviglie in acciaio per il servizio mensa, e conseguente riduzione del consumo di plastica monouso;
- Gestione dei rifiuti a bordo:
trattamento differenziato dei rifiuti solidi, sanificazione e riciclo;
trattamento delle acque di zavorra per evitare la contaminazione marina;
trattamento delle acque di scarico grigie e nere per la loro sanificazione e purificazione;
separazione delle acque oleose di sentina e segregazione dei residui oleosi.
- Monitoraggio periodico per il controllo e la riduzione della segnatura acustica delle navi quale fattore di rispetto dei livelli di rumore naturale dell’habitat marino.

 

Aeronautica Militare

I principali fattori ambientali riguardano: i consumi energetici; il rumore aeroportuale e nelle operazioni aeree; la produzione di rifiuti speciali; il consumo di risorse idriche e il relativo scarico per usi domestici e industriali; le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti.

Riguardo alle misure amministrative quali piani e programmi ambientali, si segnala che le attività di ripristino ambientale delle aree target dell’ex Poligono militare di Punta della Contessa (BR), ricadente in area SIN, sono da considerarsi concluse.

Nell'ambito degli accordi ambientali con istituzioni pubbliche e soggetti privati e altri atti incidenti sull'ambiente, si evidenzia che:

- in esito all'accordo procedimentale tra A.M., ARPA Marche e altre autorità locali, è attivo fin dal 2016 un piano di monitoraggio permanente delle emissioni elettromagnetiche di un sito Radar;

- in conseguenza dell'accordo tra A.M. e Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) sulla collaborazione tecnico-scientifica in ambito nazionale e internazionale nel settore della ricerca meteorologica, idrologica, mareografica, oceanografica, il Servizio Meteorologico A.M. concorre all'osservazione e al monitoraggio del clima e dei rischi naturali.

Per le misure quali politiche e disposizioni di indirizzo incidenti sulla tematica ambientale, si rende noto che è stata pubblicata la Direttiva UCOPRATA-004 "Prontuario ambientale per il Comandante" ed. 2020, con lo scopo di raccogliere in un unico documento le linee di indirizzo riferite agli aspetti ambientali rilevanti per le attività dell'A.M. Il Prontuario rappresenta uno strumento di facile e rapida consultazione che raccoglie le principali informazioni e i riferimenti normativi nazionali e comunitari sulle singole tematiche ambientali rilevanti e ne propone le best practice per la gestione, a supporto dell'Azione di Comando.

Inoltre, coerentemente con gli indirizzi di policy, gli Enti dell'organizzazione periferica dell'A.M., provvedono ad emanare a livello locale propri manuali ambientali o singole procedure su temi di specifico interesse, attagliati allo specifico contesto normativo e territoriale locale.

Inoltre, presso i poligoni dell'A.M. sono implementati i monitoraggi ambientali previsti dai relativi disciplinari. In particolare:

  • presso il sito di Furbara (RM) le attività di monitoraggio sono condotte a cura della Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale di Pratica di Mare e dal 2° Laboratorio Tecnico di Controllo di Fiumicino. Il recupero e alienazione dei residuati viene affidato a ditte specializzate.
  • presso il poligono interforze di Salto di Quirra (PISQ) il monitoraggio della matrice aria avviene in continuo tramite il sistema Environmental Data Management System (EDMS) e quella della matrice suolo tramite campagna di campionamento e analisi, in applicazione di quanto previsto nel piano di monitoraggio emanato nel novembre 2022. Non sono stati rilevati superamenti dei parametri osservati. Inoltre, sono state implementate campagne   di recupero di rottami ferrosi in mare, sia a cura del personale della Marina Militare Italiana che tramite campagne affidate a ditte specializzate; nei siti a terra le raccolte di residuati sono effettuate    sistematicamente;
  • gli impatti delle attività addestrative/esercitative sono preventivamente valutate attraverso appositi studi di distribuzione, al fine di attestarne la sostenibilità;
  • presso il poligono di Capo Frasca è attivo un piano di monitoraggio ambientale delle matrici suolo, sottosuolo e acque sotterranee, redatto dall'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA).

Gli Enti dell'A.M., nel pieno rispetto della policy di Forza Armata e della Amministrazione Difesa, sono incoraggiati a intraprendere iniziative virtuose in tema di tutela ambientale, come ad esempio:

  • l'adesione alla campagna Plasticfree, proposta dal Ministero dell'Ambiente, di alcuni Reparti, tra i quali l'Accademia Aeronautica e il Distaccamento Aeronautico di Montescuro (CS); quest'ultimo ha inoltre aderito al progetto #Bollaplastica, proposto dall'Ente Parco Nazionale della Sila, in cui il Distaccamento è situato;
  • sempre presso il citato Distaccamento, è in vigore l'accordo con l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Calabria (ARPACal), finalizzato al monitoraggio dei parametri di fondo naturale nella zona di interesse, aggiornato nel 2023;
  • l'accordo di cooperazione tra A.M., Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e il Consiglio Nazionale per le Ricerche (CNR) per la produzione e impiego di biocombustibili nel settore dell'aviazione, attivo dal 2017, nell'ambito del quale la Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale, ha condotto nel 2022 con esiti favorevoli alcuni test di volo di un jet con miscela fino al 25% di biocombustibile;
  • la collaborazione tra il Reparto Sistemi Automatizzati (RESIA) e l'ente Parco Nazionale dell'Appia Antica, per la gestione e la tutela del parco arboreo insistente nell'area;
  • nell'ambito dei lavori di risistemazione del Centro Storiografico e Sportivo di Vigna di Valle, è stata effettuata una bonifica della vegetazione del lungolago, riposizionando il materiale roccioso basaltico e potando gli alberi ad alto fusto. L'attività, finalizzata a seguito di apposita Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), è stata approvata dalla Regione Lazio e dal Parco Naturale Regionale – Compr. Bracciano – Martignano.

Nel luglio 2023 inoltre è stata emanata la Direttiva UCOPRATA-005 “La policy ambientale dell'AM" che, integrata alla UCOPRATA-004 già pubblicata nel 2020, abroga e sostituisce la Direttiva UCOPREVA-007.

Arma dei Carabinieri​

Si rimanda al sito web dell'Arma dei Carabinieri 

 

Segretariato Generale della Difesa

I Poligoni di Nettuno e Santa Severa adottano un piano di monitoraggio sulle matrici ambientali suolo e sottosuolo per verificare direttamente ogni eventuale impatto derivante  dall’espletamento delle attività balistiche che hanno luogo presso l’area di poligono, ai sensi di quanto definito dall’art. 241-bis (Aree militari), comma 4 bis del D.Lgs. 152/2006. 

Nel caso in cui venga rilevato un superamento delle “Concentrazione Soglia di Contaminazione” di cui alla tabella 1, colonna B, dell'Allegato 5 al titolo V della parte quarta del TUA (D.Lgs. 152/2006) si procede all'attivazione della procedura tecnico-amministrativa nei termini e con le modalità previste dalla norma. 

Le procedure ambientali prevedono il reperimento preventivo, all'interno della modulistica di richiesta e programmazione, di informazioni sulle sostanze utilizzate in ognuna delle attività balistiche. Tali informazioni consentono di individuare eventuali nuovi impatti e pianificare nuove misure di protezione.

L' UTTAT ha ottenuno parere positivo da parte della Regione Lazio all'istanza di Screening della VIncA in relazione a tutte le attività svolte ai sensi del DPR n. 357/1997. 
Inoltre, l'Ente ha adottato un piano di gestione ed assestamento forestale per garantire un equilibrio tra sfruttamento delle risorse e la tutela ambientale.​

 

 

MISURE A PROTEZIONE DELL'AMBIENTE E RELATIVE ANALISI DI IMPATTO

(Le informazioni riportate sono state fornite dalle Forze Armate e dal Segretariato Generale della Difesa e sono aggiornate al 23/06/2026)

 

Le Forze Armate assicurano, attraverso un'attenta pianificazione, che i fattori di possibile rischio ambientale siano valutati, controllati e verificati, rispettivamente prima, durante e dopo ogni operazione e che siano state adottate tutte le misure tecnicamente perseguibili ed economicamente sostenibili per proteggere l'ambiente. Tra gli interventi normativi adottati, si evidenziano:

- il Decreto Ministeriale 22 ottobre 2009 recante "Procedure per la gestione dei materiali e dei rifiuti e la bonifica dei siti e delle infrastrutture direttamente destinati alla difesa militare  e alla sicurezza nazionale";

- la Direttiva interforze UGPreVATA-A-001 recante "La tutela ambientale nella Difesa" (ed. 2019), dello Stato Maggiore della Difesa;

- la Direttiva di policy per l'efficientamento energetico delle infrastrutture militari emanata dallo Stato Maggiore della Difesa.

Il 19 giugno 2014 è stato firmato un Documento d'intenti con la Conferenza Stato-Regioni, finalizzato alla collaborazione tesa alla tutela e alla valorizzazione dell'ambiente e allo sviluppo territoriale.

Nel 2015 è stata attivata la Struttura di Progetto Energia per l'efficientamento energetico dei siti della Difesa (http://www.difesa.it/Content/Struttura_progetto_energia/Pagine/default.aspx).

Il 13 dicembre 2021 è stato firmato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Presidente dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, un Accordo Quadro della durata di cinque anni, per favorire la collaborazione tra lo Stato Maggiore della Difesa e l'Istituto nella programmazione e realizzazione delle attività di comune interesse sulla Sostenibilità Ambientale, per l'adozione di una strategia condivisa e per l'attuazione delle azioni necessarie per un impiego efficace ed efficiente delle risorse, nell'ambito delle rispettive competenze. 

Tra gli ambiti strategici previsti dall'Accordo: tutela del suolo, dell'aria e dell'ambiente marino e costiero e lacustre; tutela della natura; supporto tecnico-scientifico per le attività di messa in sicurezza di emergenza e operativa dei siti potenzialmente contaminati e predisposizione di protocolli di monitoraggio ambientale presso i poligoni militari delle Forze Armate; attività riguardanti la gestione dei rifiuti pericolosi; attività connesse allo studio ed alla mitigazione della pericolosità idrogeologica; attività riguardanti le aree militari ricadenti in interventi di rigenerazione urbana, nei siti della Rete Natura 2000; definizione di programmi di monitoraggio degli habitat marini in aree sensibili individuati dalle direttive comunitarie; lo scambio di informazioni e l'aggiornamento delle rispettive banche dati per la realizzazione di cartografia digitale nautica e tematica; monitoraggio e controllo ambientale con tecniche innovative di osservazione aerea, anche con aeromobili a pilotaggio remoto, e di telerilevamento satellitare.

Il 21 maggio 2024 è stato firmato, inoltre, un Accordo Quadro quinquiennale tra il Ministero della Difesa e l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA) in materia di tutela ambientale con lo scopo di promuovere opportunità e iniziative di collaborazione riconducibili agli ambiti di rispettiva competenza dello Stato Maggiore della Difesa e dell’ENEA, nel rispetto delle rispettive specificità e finalità istituzionali.

Tra gli ambiti strategici previsti dall'Accordo: produzione energetica da fonti rinnovabili, biocarburanti/biocombustibili, tecnologie di decarbonatizzazione, riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici della Difesa, reti energetiche integrate (elettrica, termica), di micro e smart grid, di hub energetici multivettore, monitoraggio delle infrastrutture critiche, monitoraggio della concentrazione di gas radon in ambienti specifici, protezione, prevenzione e risposta a crisi CBRN, gestione sostenibile dei siti della Difesa.

Esercito Italiano

Sono stati siglati due contratti commerciali con ditte specializzate di settore per l’affidamento dei servizi di monitoraggio di:
- matrice suolo e acque interne di tutti i poligoni dell’Esercito per il periodo 2024-2029;
- matrice aria nei poligoni di F.A. che presentano probabilità di produzione di particolato aerodisperso (alcuni insistenti su siti della Rete Natura 2000) per il periodo 2024-2026, da eseguirsi tramite l'installazione di centraline di monitoraggio.
Al fine di individuare efficaci sistemi di mitigazione dell’impatto ambientale nelle Zone di Arrivo Colpi (ZAC) che consentano al contempo di ottemperare all’obbligo di raccolta dei residuati in capo ai Comandanti dei Poligoni (ai sensi del comma 5-bis.3, introdotto dalla legge 205/2017 all’art. 184, del D.Lgs. 152/2006):
- sono in corso le attività di approvvigionamento, a titolo sperimentale, di un sistema multistrato basato su una guaina autoriparante, da posizionare su rilevati in terreno destinati al contenimento delle ogive nell’ambito delle attività addestrative a fuoco, capace di richiudersi al passaggio dei proiettili, prevenire rimbalzi e minimizzare la potenziale infiltrazione delle acque meteoriche nonché la dispersione in aria del terreno potenzialmente contaminato;
- è in corso la procedura di acquisizione di poligoni di tiro chiusi in galleria per il contenimento dell’impatto ambientale causato dalle attività addestrative a fuoco;
- è in corso la procedura di acquisizione di sistemi balistici di contenimento del munizionamento ordinario (para-proiettili) quali sistemi di mitigazione delle pressioni e degli impianti delle attività addestrative sui poligoni.
Inoltre, sono in corso le procedure previste dal D.P.R. 357/1997 in merito alla presentazione alle Autorità regionali competenti delle Valutazioni di Incidenza Ambientale (VIncA) – sia di I livello (screening) che di II livello (valutazione appropriata) – per talune attività svolte in sedimi che ricadono all’interno della Rete “Natura 2000”.
Nell’ambito della formazione nel settore ambientale, circa 20 Esperti ambientali di Forza Armata hanno concluso con successo il modulo integrativo del corso FEA per l’impiego in Operazioni Fuori dai Confini Nazionali (OFCN) che consente di acquisire la capacità di fornire supporto, a livello tattico, al processo decisionale di pianificazione dell’unità al fine di integrare le operazioni militari con gli aspetti di protezione ambientale in conformità agli Accordi di Standardizzazione (STANAG) e alla policy di NATO, ONU e UE.
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​Marina Militare

Nell’ambito della formazione nel settore ambientale si è proseguito nella costituzione del bacino di personale specializzato per la trattazione e gestione delle attività riscontrabili nell’ambito degli Enti/Reparti della F.A. e da impiegare nei vari livelli ordinativi. In particolare, nel 2025 sono stati formati 20 Esperti Ambientali che andranno a costituire i riferimenti diretti per il Comandante/Datore di Lavoro per tutte le questioni attinenti la protezione dell’ambiente in base alla normativa in vigore.
La Marina Militare inoltre fornisce un rilevante contributo nel monitoraggio dei parametri ambientali marini utili a accertare lo stato di salute dei mari nazionali e internazionali.
La sua opera si esplica soprattutto nell’Alto Mare laddove risulta evidente la difficoltà ad operare per gli altri Enti, Istituti Scientifici ed Organizzazioni coinvolti nella salvaguardia dell’ambiente marino.
Oltre alle Unità Navali specialistiche della Squadra Navale - ben 6 Unità Navali a livello Pattugliatori specializzati per le operazioni di antinquinamento (Unità della classe Costellazioni 1^ e 2^ Serie del Comando Forze da Pattugliamento di base ad Augusta – COMFORPAT) – tutte le UU.NN. hanno tra i propri compiti secondari quello della salvaguardia dell’ambiente marino che si esplica sia nei controlli ed accertamenti degli sversamenti di idrocarburi in mare (D.L. 6 nov 2007 n.202, art. 12) sia nel monitoraggio relativo alla presenza dei cetacei nonché la segnalazione di addensamenti da plastiche e microclastiche.
A ciò negli ultimi tempi si è aggiunto un ulteriore e più tangibile contributo dalla Marina Militare in termini di monitoraggio ambientale marino attraverso una attiva partecipazione al programma di Marine Strategy, testimone della specifica attenzione che viene dedicata agli aspetti ambientali e che la Forza Armata è in grado di mettere a disposizione del Paese, dell’Europa e della comunità scientifica per la salvaguardia dell’ambiente e del mare.

 

Aeronautica Militare

Sono stati emanati i seguenti documenti:

  • Direttiva UCOPRATA-004 recante "Prontuario ambientale per il Comandante", ed. 2020;
  • Direttiva UCOPRATA-005 recante "La politica ambientale dell'Aeronautica Militare", ed. 2023 che abroga e sostituisce la Direttiva UCOPREVA-007;
  • Direttiva UCOPRATA-002 recante "Linea guida per la gestione del rischio amianto";
  • Pubblicazione tematica "Gestione degli scarichi idrici";
  • Direttiva  SMA-LOG-019 recante "Linee Guida per il contenimento dei consumi e l'implementazione di sistemi di autoproduzione energetica".

È stato realizzato il Programma MILNOISE, finalizzato alla previsione e valutazione dell'impatto acustico e ambientale generato negli aeroporti militari ed è stata istituita la figura professionale "Esperto Qualificato NIR", nell'ambito delle misure afferenti alla protezione da radiazioni non ionizzanti.

Per le attività di prevenzione e protezione incidenti sull'ambiente:

  • sono sviluppati con risorse locali, prevalentemente presso i reparti manutentivi, Sistemi di Gestione Ambientale, ispirati ai principi della Norma UNI EN ISO 14001;
  • l'A.M., in occasione delle principali esercitazioni Single Service/Joint/Internazionali/Inter-agenzia, partecipa alla fase di pianificazione e in supporto alla condotta delle attività, con propri rappresentanti esperti nel campo della tutela ambientale.

In tema di formazione e informazione del personale sulla tutela ambientale, ricomprendibile tra le attività incidenti sull'ambiente:

  • è stato attivato un corso per lo sviluppo di Sistemi di Gestione Ambientale, coerentemente con la norma ISO14001:2015, che si è tenuto nel mese di novembre u.s., destinato al personale militare di F.A. operante nel settore ambientale;
  • sono effettuate lezioni su tematiche generali a favore degli allievi e frequentatori degli Istituti di Formazione A.M. e specialistiche per alcune professionalità (es. "rifornimenti");
  • sono previsti approfondimenti sulla gestione di emergenze ambientali a favore dei frequentatori del Corso Sicurezza Volo di tutte le Forze Armate e Corpi Armati dello Stato;
  • sono sviluppati percorsi didattici ad hoc per particolari professionalità, tra cui si segnala il seminario informativo per i Responsabili Tutela Ambientale, consulenti dei Comandanti degli Enti in materia e per tutte le altre figure che operano direttamente, a vario titolo, in tale settore.

 

Arma dei Carabinieri

Si rimanda al sito web dell'Arma dei Carabinieri 

 

Segretariato Generale della Difesa

Il poligono di Nettuno si è dotato di sistemi che assicurano di non disperdere i proietti sparati e quindi di recuperare il residuato presso ogni punto critico quale i terrapieni ed i bunker di arrivo colpi. Al termine del periodo esercitativo definito dall’UTT ai sensi dell'articolo 184, comma 5-bis.3 del D.Lgs. 152/2006, si procede al recupero dei residuati attuando uno scrupoloso e puntuale ripristino delle linee di tiro utilizzate, rimuovendo dai "terrapieni" di arrivo colpi tutti i materiali di risulta delle attività. 

Nel caso di tiri a mare, tramite un sistema per il tracking dell’oggetto in volo (in termini di dati cinematici, dinamici e di traiettoria reale) è individuato il punto di impatto a mare per il successivo recupero; attività svolta ponendo una rete sotto acqua di dimensioni opportuna (100mx100m) ove è prevista la caduta dei colpi. 

Il poligono di Santa Severa si è dotato di alcuni sistemi che permettono di recuperare e smaltire in maniera più agevole i proietti sparati: terrapieni in terreno vegetale compatto (periodicamente bonificati), parete balistica in mattoni di gomma Regupol, paraproiettili mobile campale “inerziale” di tipo ecologico, sistema bersaglio parapalle GAK per piccoli calibri fino al 7,62 mm, teli di raccolta residui. Non sono previste attività con possibile caduta di colpi a mare.

 

 

RELAZIONE SULL'ATTUAZIONE DELLA LEGISLAZIONE 

(Le informazioni riportate sono state fornite dalle Forze Armate e dal Segretariato Generale della Difesa e sono aggiornate al 23/06/2026)

 

È in corso l'elaborazione dello schema di relazione sull'attuazione della legislazione ambientale, secondo i parametri indicati dalla Circolare 4 agosto 2008 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare recante "Attuazione della direttiva 2003/4/CEE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale abrogando, nel contempo, il decreto n. 39 del 24 febbraio 1997 concernente la libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente (Direttiva n. 90/313/CEE)".

Ciò premesso, si sottolinea a carattere generale che la Difesa opera nel pieno rispetto della normativa ambientale di riferimento costituita dal  d.lgs. 152/2006 e  dal d.m. 22 ottobre 2009.

 

Esercito Italiano

L’Esercito ha posto in essere molteplici azioni volte a conformarsi alla modifica dell’art. 241-bis del D.Lgs. 152/2006. Nel quadro delineato, al fine di garantire un elevato grado di compatibilità tra le attività addestrative e la protezione ambientale, sono stati predisposti per ogni poligono/area addestrativa i relativi Disciplinari di Tutela Ambientale che individuano le potenziali incidenze delle attività a fuoco, valutando contestualmente le idonee misure di mitigazione.
Inoltre è stata emanata la Direttiva 9007 “Linee guida per la redazione e la gestione delle Valutazioni di Incidenza Ambientale (VIncA) dei poligoni aperti insistenti su siti appartenenti alla Rete Natura 2000” per supportare i Comandati dei poligoni della F.A., ricadenti totalmente o parzialmente su siti appartenuti alla "Rete Natura 2000", nella fase di redazione e di approvazione di tale documento imprescindibile per la prosecuzione delle attività in tali sedimi.


Marina Militare

La Marina ha posto in essere molteplici azioni volte a conformarsi alla modifica dell’art. 241-bis del D.Lgs. 152/2006. Nel quadro delineato, al fine di garantire un elevato grado di compatibilità tra le attività addestrative e la protezione ambientale, sono stati predisposti per ogni poligono/area addestrativa i relativi Disciplinari di Tutela Ambientale che individuano le potenziali incidenze delle attività a fuoco, valutando contestualmente le idonee misure di mitigazione.
Le innovazioni normative riguardanti la tutela ambientale vengono prontamente recepite, curando altresì l'emanazione di disposizioni attuative attagliate alle peculiarità della Forza Armata nonché fornendo la consulenza richiesta dai reparti su tali tematiche.
La Marina Militare ha collaborato alla redazione del GES, dei Traguardi ambientali marini e dei Piani di Monitoraggio in diversi campi della tutela ambientale marina.
Nell’ambito del monitoraggio ambientale marino il contributo della Marina Militare avviene, pertanto, sia in termini di supporto logistico con navi e mezzi minori operanti sia in acque costiere, che offshore, sia tramite competenze specifiche degli Enti Tecnici specialistici quali l’Istituto Idrografico della Marina di Genova ed il Centro Supporto Sperimentazione Navale (CSSN) di La Spezia.

 

Aeronautica Militare

Le innovazioni normative riguardanti la tutela ambientale vengono prontamente recepite, curando altresì l'emanazione di disposizioni attuative attagliate alle peculiarità della Forza Armata nonché fornendo la consulenza richiesta dai reparti su tali tematiche.

 

Arma dei Carabinieri

Si rimanda al sito web dell'Arma dei Carabinieri

 

Segretariato Generale della Difesa

I poligono di Nettuno e Santa Severa adottano piani di monitoraggio permanente sulle matrici ambientali, redatti ai sensi dell'art. 241-bis, co. 4-bis del D.Lgs.152/2006. Questi sono attuati mediante un'indagine annuale sulla qualità del suolo e sottosuolo. Tali indagine prevedono il prelievo e l'analisi di campioni di terreno da un totale di 37 postazioni, per il confronto con le Concentrazioni Soglia di Contaminazione.

Ai sensi dell'art. 242-bis, co. 4-ter del D.Lgs.152/2006, viene inoltre inviato semestralmente agli Enti Competenti un documento indicante le attività e gli elementi rilevanti ai fini della tutela dell'ambiente e della salute.
Le indagini sinora svolte hanno restituito la piena conformità di tutti i campioni prelevati.​

 

 

STATO DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA UMANA

(Le informazioni riportate sono state fornite dalle Forze Armate e dal Segretariato Generale della Difesa e sono aggiornate al 22/07/2025)

 

Esercito Italiano

Al fine di valutare i possibili fattori di rischio per la salute e la sicurezza umana, ogni anno viene redatto e valutato da SMD il programma delle attività di monitoraggio CBRN ed elettromagnetico, in ossequio alla Direttiva UGPREVATA-P-001, proposte dagli EDRC.

 

Marina Militare

Nell’ambito degli accordi di collaborazione tra le pubbliche amministrazioni e dell’interesse generale del progresso scientifico nazionale, la Marina Militare mette a disposizione di Università, enti e istituti di ricerca pubblici che ne facciano richiesta, i propri mezzi, le proprie capacità operative e i propri dati condivisibili utili al progresso della ricerca.
In questo tipo di attività sono coinvolte tutte le unità minori, le navi scuola, quelle idrografiche che supportano le attività scientifiche mettendo a disposizione spazi e attrezzature marinaresche per le attività da bordo di team scientifici e delle loro apparecchiature, oppure rilevando in proprio parametri e campioni su indicazione e ad uso dei predetti team, oppure condividendo dati comunque raccolti in proprio ma di comune interesse a i fini statistici e di studio dei fenomeni di lungo periodo. L’Istituto Idrografico della Marina
e il CSSN (Centro Supporto e Sperimentazione Navale) sono due importanti riferimenti della Forza Armata in termini di data base di utilità generale.
In particolare, l'Istituto Superiore di Sanità ha sottoscritto con la Marina Militare fin dal 2022 un protocollo d'intesa denominato “Sea Care", finalizzato alla ricerca, alla collaborazione scientifica e sanitaria, all'addestramento, allo scambio di dati di rilevamento, a progetti di reciproco interesse e ad iniziative legate a esigenze condivise.
Tale collaborazione si concentra sullo sviluppo di progetti legati al mare, all'efficace raccolta di dati ambientali idro-oceanografici, alla previsione e al monitoraggio dell'inquinamento marino, allo sviluppo di sistemi innovativi di rilevamento e ricerca in mare, sullo sviluppo di progetti e attività di formazione. Inoltre, la collaborazione prevede anche lo studio dei profili di contaminazione per alcune rilevanti sostanze chimiche persistenti di origine antropica - tra cui composti perfluoroalchilici (PFAS), pesticidi, idrocarburi, interferenti endocrini, farmaci, prodotti per la cura della persona e sostanze tensioattive e microplastiche - in diverse aree marine del pianeta.
I risultati contribuiranno a restituire un quadro globale della contaminazione dei nostri mari e delle prospettive di impatto sulla salute umana, anche rispetto ai cambiamenti climatici.
In parallelo, la collaborazione consente di approfondire la conoscenza della distribuzione e la biodiversità dei microrganismi ambientali, il cui gruppo può comprendere specie patogene, nei diversi ambienti acquatici e scenari climatici del pianeta, nonché studiare le possibili associazioni tra comunità batteriche e microplastiche, e le eventuali condizioni di rischio associato.
Il modello unico e originale di sinergia istituzionale che caratterizza il progetto Sea Care, in via di introduzione negli impegni della Water Agenda ONU 2030 a seguito della Conferenza Mondiale sull’acqua di New York 2023, sta raccogliendo un crescente interesse internazionale quale approccio sostenibile in grado di garantire campionamenti e misure estensive e prolungate. Di fronte a sfide globali senza precedenti sul fronte ambientale-climatico in ambienti di straordinaria estensione e complessità quali gli oceani, l’approccio proposto è in grado di fornire fotografie straordinariamente estese, omogenee e sinottiche degli impatti delle azioni umane sugli ambienti marini, con prospettive di sviluppo di indicatori armonizzati di impatto antropico, anche per misurare gli effetti della attesa transizione verde sul mare e quindi sulla nostra salute. Dalle analisi è emersa la presenza negli oceani di diverse specie di virus e batteri.
I batteri appartenenti al genere Vibrio (circa 100 specie), ubiquitari nell’ambiente marino e includenti una decina di specie patogene per l’uomo, possono essere considerati indicatori di cambiamento climatico. Mentre il pianeta surriscaldato altera gli oceani, innalzando il livello del mare e alimentando tempeste più violente, i vibrioni si stanno moltiplicando nei luoghi in cui erano già presenti e stanno colonizzando aree finora indenni, favoriti da condizioni di salinità e più elevate temperature. Inaspettato inoltre è il riscontro in alcuni campioni in mare aperto in siti diversi della presenza del SARS-COV-2, un segno sia della pervasività raggiunta dal virus che, probabilmente, di scarichi di acque reflue inefficienti in talune aree del pianeta.
Anche le microplastiche, uno dei temi più attuali per la salute del mare, sono state trovate in diversi campioni con maggiore prevalenza nei mari più chiusi come il Mediterraneo, grazie all’applicazione di metodiche utilizzate in routine per la “strategia marina” dall’ARPAER. Uno ‘studio nello studio’ eseguito su aree marine contigue ha riscontrato, in via preliminare, che è possibile che le microplastiche possano a loro volta ‘trasportare’ microrganismi anche pericolosi per l’uomo, favorendone la colonizzazione in aree diverse, fenomeno di particolare preoccupazione in quanto la proliferazione di patogeni (fra cui in particolare le specie del genere Vibrio, ma anche agenti virali), favorita da condizioni di salinità e temperature alterate dal cambiamento climatico, potrebbe aprire nuovi scenari di rischio.
Pure i PFAS e altri inquinanti ormai al centro delle cronache, sono sempre più pervasivi in tutto il pianeta, tanto che sono state trovate tracce di queste sostanze nella gran parte delle acque nazionali e internazionali, persino in campioni raccolti al Polo Nord. Anche se le concentrazioni riscontrate non sono preoccupanti per la salute dell’uomo, il fenomeno è preoccupante sia come indice della diffusione planetaria dell’inquinante che per il fatto che non sono stati ancora studiati gli effetti diretti e indiretti che queste sostanze possono avere sulla salute marina.
Il progetto rappresenta un contesto straordinario anche per lo sviluppo di nuove tecniche analitiche, come nel caso dei metodi di ricerca “untarget” per la ricerca di inquinanti in assenza di standard analitici e di metodi rapidi strumenti con sensori spettroscopici miniaturizzati, sviluppati rispettivamente dalle Università di Padova e “La Sapienza” di Roma, con un notevole potenziale per la caratterizzazione dell’insieme degli inquinanti antropici nelle acque marine.
Nel corso del 2025 ricordiamo il Tour mondiale di Nave Amerigo Vespucci e la Campagna High North 2025 di Nave Alliance.

 

Aeronautica Militare

La Forza Armata dispone di propri laboratori chimici con la capacità di effettuare controlli ambientali sia nei Reparti nazionali (a supporto dell'attività di valutazione del rischio a cura dei Datori di Lavoro) sia nelle operazioni fuori dai confini nazionali (OFCN), anche in occasione di Site Survey propedeutiche all'organizzazione delle operazioni. 

 

Arma dei Carabinieri

Si rimanda al sito web dell'Arma dei Carabinieri

 

Segretariato Generale della Difesa

Pur considerando che le prove condotte nei poligoni di Nettuno e Santa Severa generano gas e fumi, oltre alla accurata gestione dei tiri in condizioni meteo di "sottovento", l'esposizione non raggiunge mai livelli paragonabili a fonti inquinanti civili o industriali. Immediati sono il rimescolamento e la diluizione in  atmosfera, come verificato da analisi condotte negli anni da Enti dell’A.D. o da Società private che non hanno mai rilevato la presenza di inquinanti.